La mia domanda è questa,
faccio con mio marito un cammino di fede; per la Quaresima e la Pasqua i catechisti
ci hanno invitato al digiuno e all'astinenza. Mio marito sostiene che siano
la stessa cosa e traduce cosi "fare a meno delle cose che più ti piace fare".
Io almeno in questa settimana santa gli ho chiesto di non avere rapporti e lui
mi ha risposto che non è questo quello che il Signore vuole. Io intendo l'astinenza
solo come astinenza dai rapporti sessuali. E' cosi?? (…) Perdonate forse il
mio linguaggio un pò diretto ma ho bisogno di chiarezza. Grazie.
La
relazione sessuale all'interno del matrimonio esprime la donazione completa
dei coniugi l'uno nei confronti dell'altro e la loro apertura al dono della
vita. Mediante l'intimità fisica essi esprimono in modo singolare il proprio
amore accogliendosi come dono, secondo il disegno del Creatore. Certamente,
la relazione sessuale non è l'unico modo per esprimere l'amore e viene notevolmente
impoverita se non s'inserisce in uno stile di vita di ascolto, di attenzione
all'altro, di dialogo, di servizio, di cammino umano e spirituale, etc. Dalla
verità che l'atto sessuale dei coniugi è "cosa buona", perché voluto dal Creatore,
scaturiscono l'esigenza di non contaminare questo incontro con l'egoismo e la
concupiscenza che insidiano il cuore dell'uomo e della donna. La sapienza cristiana
insegna che ogni relazione umana deve essere guidata dalla virtù della temperanza,
che ha lo scopo di moderare il comportamento dell'uomo, perché sia sempre nel
bene. La castità, che è un volto della temperanza, aiuta a custodire il vero
amore di modo che l'uomo e la donna si cerchino per donarsi e non per altro
scopo. La castità coniugale spinge gli sposi a vivere l'atto sessuale non per
gioco o per pura attrazione fisica o per semplice piacere, ma per esprimere
la reciproca donazione. Alcune volte, la castità coniugale suggerisce ai coniugi
la scelta coraggiosa di astenersi dai rapporti sessuali, non perché siano "sporchi",
ma per rinunciare ad un piacere fisico come offerta a Dio, come scelta d'amore
per Dio; così, riconoscono che sono chiamati a relazionarsi non semplicemente
l'uno nei confronti dell'altro, ma ciascuno nei confronti di Dio. Il matrimonio
- insegna il Vangelo - è una realtà che appartiene a questo mondo, ma nella
vita eterna la dimensione sponsale sarà vissuta totalmente nei confronti di
Dio. Proprio questo testimonia chi, non sposandosi sceglie la vita di totale
consacrazione a Dio. Si capisce, allora, che l'astinenza dalle carni, tipica
opera quaresimale, possa essere vissuta in tanti modi, come la generosità suggerisce
al cuore di ciascuno. È una scelta controcorrente, perché viviamo in un clima
di edonismo sfrenato, ma è un modo per progredire nella via della santità coniugale.