ARGOMENTO: OSPEDALE
PAROLA CHIAVE: UMANIZZARE LA MEDICINA

Salve, sono una studentessa laureanda in giurisprudenza presso l'Università di Ferrara. Ho appreso l'esistenza del vostro sito da una trasmissione televisiva ed eccomi qui a scrivervi. Attualmente sto cercando materiale per la mia tesi di laurea in Diritto ecclesiastico dal titolo non ancora definitivo "enti ecclesiastici ospedalieri" in cui devo trattare, tra i vari argomenti, del problema dell'obiezione di coscienza nell'aborto del sanitario operante all'interno di queste strutture ecclesiastiche prestanti assistenza sanitaria. Nelle mie ricerche ho trovato esclusivamente materiale riguardante l'obiezione di coscienza del sanitario nelle strutture ospedaliere statali, quindi volevo sapere se mi potevate fornire informazione bibliografiche sull'argomento e chiedervi inoltre cosa intendete per ospedale cattolico.
Ringrazio anticipatamente per la vostra risposta!
 

Lara C., studentessa, Cartigliano (VI)


La lettera mette in luce due questioni rilevanti: lo statuto morale di un ente ospedaliero, segnatamente cattolico, e l'obiezione di coscienza.
Il Cardinale Tettamanzi dedica un capitolo del suo libro, il diciottesimo, all'analisi delle strutture ospedaliere al servizio della persona.
Nella prima parte segnala la necessità che ogni ospedale si ponga l'obiettivo di umanizzare l'assistenza. Giova ricordare che tale è anche il fine che si propone il Piano Sanitario Nazionale per gli anni 2000.
È interessante notare come Tettamanzi ponga questo obiettivo non solo per gli ospedali cattolici, ma per ogni ente assistenziale. Da qui una prima rilevante annotazione: può un Ente assistenziale, un ospedale non avere un proprio statuto morale? Come interpretare e concretizzare i percorsi di umanizzazione nelle Unità operative senza un riferimento etico?
Nei prossimi anni la differenza tra i vari enti non sarà più data unicamente dalle capacità tecniche, ma anche dal riferimento alle scelte morali.
Non è casuale che l’Autore faccia seguire a questo capitolo quello sui Comitati Etici, espressione chiara ed evidente di questa ormai ineludibile necessità.
La seconda parte del capitolo 18 affronta il tema degli ospedali cattolici, prendendo spunto da un prezioso documento della Conferenza Nazionale dei Vescovi Cattolici degli Stati Uniti dal titolo Direttive etiche e religiose per i servizi sanitari cattolici.
L'obiettivo è di definire un quadro etico al cui interno si inseriscono coerentemente le scelte concrete. L'ospedale cattolico diventa quindi non un contenitore neutrale, ma il luogo in cui i principi etici della Chiesa Cattolica trovano ospitalità nelle scelte assistenziali offerte agli ospiti.
I valori evidenziati in questa parte del capitolo ben definiscono cosa si deve intendere oggi per ospedale cattolico.
In questa prospettiva acquista significato e senso l'obiezione di coscienza, riferita non solo all'aborto, ma anche a tutti quei trattamenti che smentiscono lo statuto morale dell'ente. Basti qui richiamare, come fa il libro, i temi legati alla fine della vita, che esigono scelte coerenti con il quadro etico di riferimento.
È chiaro quindi che le possibilità dell'obiezione di coscienza si allargherà sempre più nei prossimi anni, sia in riferimento agli ospedali cattolici sia in ordine ad ogni ente assistenziale.
Per quanto riguarda la bibliografia, oltre a quella segnalata nel libro, rimandiamo in modo particolare alla Carta degli Operatori Sanitari del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari (Città del Vaticano 1995) e al Codice Deontologico dei medici del 1998.

La maggior parte della bibliografia in proposito è di lingua inglese; un interessante disamina dell'operato di un Comitato etico di un ospedale che si richiama ai principi cattolici si trova in P. Cattorini, R. Sala (a cura di), Una verità in dialogo. Storia, metodologia e pareri di un comitato di etica, Milano, Europa Scienze Umane Editore, 1994.