ARGOMENTO: SPERIMENTAZIONE
PAROLA CHIAVE: SU ANIMALE

Sono un tecnico di laboratorio impiegato presso una ditta farmaceutica e lavoro quotidianamente con animali da laboratorio: vorrei sapere se ci sono delle linee guida o altro che ci possano guidare nel nostro lavoro (oltre alla legislazione italiana, nella fattispecie il DL116). Premetto che non sono uno sperimentatore che possa disegnare e dirigere gli esperimenti, ma solo un tecnico che li segue ed esegue. Vi ringrazio.
 

Giuliano T., Tecnico, Verona

La sperimentazione è assolutamente necessaria, perché la validità di un farmaco può essere confermata soltanto in rapporto al suo impatto con le cause preesistenti, simultanee o sopravvenute nell'organismo a cui è destinato. Un farmaco destinato all'uomo non avrà mai una convalida e un controllo scientifico finché non sarà impiegato e sperimentato sull'uomo stesso.
Dei tre momenti della sperimentazione - in laboratorio, su animali e sull'uomo - quello che implica l'impiego di animali e, a maggior ragione, quello sull'uomo presentano evidenti rilievi etici.
A riguardo della sperimentazione sugli animali occorre distinguere tra la vivisezione assolutamente crudele e spietata, e quindi inaccettabile, e l'utilizzazione degli animali per la ricerca: questa è indispensabile e deve avvenire con una precisa regolamentazione, così da evitare qualsiasi crudeltà. I centri di ricerca favorevoli alle sperimentazioni animali ricordano che tutte le fondamentali scoperte scientifiche che hanno permesso di curare e debellare molte malattie dell'uomo sono state possibili attraverso la sperimentazione sugli animali.
Al riguardo, il Comitato Nazionale per la Bioetica ricorda che "ricerca biomedica sugli animali non è sinonimo di vivisezione" (La sperimentazione dei farmaci p.93) Ha ricordato Giovanni Paolo II alla Pontificia Accademia delle Scienze: "è certo che l'animale è al servizio dell'uomo e può quindi essere oggetto di sperimentazione, ma tuttavia dev'essere trattato come una creatura di Dio, destinata sì a cooperare al bene dell'uomo, non però ai suoi abusi; pertanto la diminuzione di sperimentazioni su animali, progressivamente resesi sempre meno necessarie, corrisponde al disegno e al bene dell'intera creazione" (Discorso alla Pontificia Accademia delle Scienze del 3/10/1982).
Pertanto se non vi sono vere alternative all'uso degli animali nella sperimentazione, se il fine è quello di un vero benessere per l'uomo, se si usano tutti i mezzi di analgesia e anestesia che risparmino crudeltà inutili agli animali, allora la sperimentazione può e deve essere eticamente accettata.
Il passaggio alla sperimentazione sull'uomo deve essere preceduto e motivato dal raggiungimento di tutti gli elementi di certezza tecnica possibile in modo che la ricerca sull'uomo sia esente da rischi per quanto prevedibili.
Le fasi della sperimentazione farmacologica sull'uomo sono contenute nelle Norme di Buona Pratica Clinica (Good Clincal Practice o GCP), emanate dalla Comunità Economica Europea (CEE) e recepite in Italia con un Decreto Ministeriale del 27 aprile 1992. Al riguardo della sperimentazione sugli animali si può anche consultare: Comitato Nazionale per la Bioetica, Sperimentazione sugli animali e salute dei viventi (8 luglio 1997) .