ARGOMENTO: VITA UMANA
PAROLA CHIAVE: SOFFERENZA ED ETICA

Sono molto interessata al problema della terapia del dolore e delle cure palliative in età pediatrica, e per questo mi sto avvicinando al problema raccogliendo materiale che mi possa dare una idea abbastanza approfondita di quali sono le principali implicazioni etiche in questo campo. Vi sarei grata se voleste aiutarmi in questa ricerca, cordiali saluti.
 

Roberta D. M., Vigilatrice d'infanzia, Genova.


Il medico nell’esercizio della sua professione entra facilmente in contatto con il dramma della sofferenza: incontra pazienti, cioè persone che “soffrono”, nei confronti dei quali si sente particolarmente sollecitato.
Che cosa si aspetta il paziente dal medico? Di essere guarito? Certamente! Ma, tante volte vorrebbe porgli una domanda: perché sono malato? Che senso ha la sofferenza? La risposta, forse, non si trova nei libri di medicina, ma è frutto di una riflessione umana che il medico per primo, in quanto uomo, è chiamato a fare, non certo per fornire risposte preconfezionate a chi gli sta davanti. Invece, il confronto personale con la sofferenza rende capace il medico di accogliere il paziente, di accompagnarlo in quel tratto di cammino con la sua capacità terapeutica e palliativa e, se il caso, di riflettere con lui sul significato della sofferenza.
Il dolore, quindi, non interpella il medico solo come “tecnico” o come terapeuta, ma, ancor prima, come esperto di umanità: come “filosofo” insegnava l’etica ippocratica.
Nel caso del bambino il tema della sofferenza è particolarmente delicato a motivo del soggetto coinvolto. Perché il bambino soffre? Da qui dovrebbe iniziare una riflessione coraggiosa ed umile in grado, poi, di evidenziare eventuali responsabilità precise nei confronti della sofferenza dei bambini, responsabilità di ordine familiare, psicologico, medico, sociale, etc.

Per questa ricerca si può vedere:
- Hastings Center Gli scopi della medicina: nuove priorità in “Notizie di    Politeia” 45 (1997) pp. 26-32
- Tettamanzi D., Nuova Bioetica cristiana (Piemme 2000) pp. 345- 369