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FECONDAZIONE
ASSISTITA |
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Era
una legge da mantenere. La legge 40 sulla fecondazione assistita "sotto
diversi e importanti profili non corrisponde all'insegnamento etico della
Chiesa, ma ha comunque il merito di salvaguardare alcuni principi e criteri
essenziali, in una materia in cui sono in gioco la dignità specifica
e alcuni fondamentali diritti e interessi della persona umana" Così
fin da subito il cardinale Presidente aveva presentato il pensiero della Chiesa
italiana su un tema così delicato e, implicitamente, aveva avvertito
su i rischi che sarebbero sorti da una sua modifica, in aspetti per nulla
marginali.
Ora bisogna aggiungere che per il Paese la legge non deve essere cambiata.
Pertanto continuerà ad essere pienamente in vigore, a cominciare da
quei punti che sarebbero stati peggiorati dai referendari.
Alcuni aspetti positivi (messi in pericolo). É una legge che
esclude la possibilità di generare vite umane che non siano individualmente
destinate a venire tutte accolte, durante i primi giorni della loro esistenza,
nel grembo della propria madre.
Inoltre, non concede il ricorso alla sperimentazione sugli embrioni, che di
fatto li priverebbe della vita e li calpesterebbe nella loro inviolabile dignità
di soggetti umani. Per questo, una simile legge costituisce oggettivamente
un importante passo in avanti nella tutela degli albori della vita umana rispetto
al cosiddetto far west precedente.
La legge, poi, riconosce che a nessun uomo - per quanto piccolo e debole o
in condizioni precarie di esistenza, come nel caso degli embrioni crioconservati
- può venire intenzionalmente tolta la vita nel tentativo di ridare
la salute ad un'altra vita. In tal modo, la normativa vigente non priva affatto
la ricerca scientifica, sulla cura di alcune malattie, del prezioso contributo
che viene offerto dagli studi sulle cellule staminali e predifferenziate,
poichè, come e dimostrato, sono oggi disponibili sorgenti biologiche
alternative alle cellule dell'embrione umano prima del suo impianto in utero.
La legge, ancora, esclude la fecondazione eterologa, tutelando in tal modo
il ruolo fondamentale dei legami unici e certi all'interno dei rapporti tra
i genitori e i figli, resi invece precari o aleatori dall'impiego di cellule
germinali - spermatozoi oppure ovociti - non appartenenti alla coppia che
fa ricorso alla procreazione medicalmente assistita.
Infine, la legge non ammette che il concepito, prima del suo trasferimento
in utero, venga sottoposto ad indagini e interventi genetici che non siano
diretti alla tutela della salute e allo sviluppo dell'embrione stesso. Si
vuole cosi evitare, nell'ambito della fecondazione extracorporea, l'introduzione
di pratiche di selezione eugenetica e di discriminazione dei concepiti affetti
da malattie rispetto a quelli considerati "sani".
I fondamenti salvati. Come si vede, non e difficile comprendere come
queste disposizioni rispondono a considerazioni fondamentali e razionali sulla
natura e sul compito della medicina in riferimento alla procreazione: non
è quello di favorire la frammentazione deliberata e preordinata della
relazione unitaria - somatica, affettiva e sociale - tra chi genera e chi
viene generato e neppure di condizionare lo sviluppo dei concepiti al loro
stato di salute, ma quello di rendere possibile il concepimento impedito da
uno o più fattori di sterilità.
Un impegno ecclesiale. Abbiamo vissuto mesi di intenso dibattito e
sono emersi alcuni dati significativi. Innanzitutto il ruolo della Chiesa:
Pastori e fedeli hanno lavorato bene, ciascuno per la propria parte. I Vescovi,
che come ha detto recentemente Benedetto XV, hanno illuminato le coscienze
e motivato la posizione dell'astensione; sono stati Pastori buoni - l'epressione
è del Papa - perché hanno avuto cura del proprio gregge, nonostante
le critiche feroci. I credenti con senso di responsabilità si sono
adoperati perché le parole della Chiesa divenissero concrete: ad essi
i Pastori affidavano la missione e la responsabilità di individuare
le vie idonee perché si realizzasse una cultura della vita. Numerosissime
associazioni e movimenti cattolici si sono schierati compatti, intorno ai
loro Vescovi.
Una nuova pagina nel rapporto Chiesa-mondo. Inoltre, si deve aggiungere
che il pensiero della Chiesa è stato ascoltato anche da molti che,
seppure al di fuori della vita ecclesiale, hanno a cuore la cura dell'uomo
e sono pensosi circa il significato della vita. Questo è un fatto di
grande importanza, perché da tempo si è riaperto il dialogo
tra la Chiesa e l'uomo contemporaneo. La testimonianza della Chiesa a favore
del valore e del significato della vita trova interesse anche al di fuori.
C'è motivo di sperare che questo dialogo continui per il futuro su
tanti punti di interesse comune, per il bene dell'uomo.
MARCO
DOLDI
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